Eterna – e inutile – attesa di felicità…

«No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire»

Lev Tolstoj, Anna Karenina

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Citazioni che si ritrovano quando ormai è troppo tardi…

Avevo appuntato questa citazione su una vecchia agenda. Forse all’epoca non avevo in mente nessuno di particolare con cui condividerla, ma mi era parsa così intensa da meritare di essere conservata in attesa di incontrare qualcuno a cui farne dono. Ecco, a C. avrei potuto regalarla. Per carità, magari non l’avrebbe apprezzata davvero, ma sono certa che avrebbe finto benissimo. Chissà forse avrebbe persino risposto che io l’avevo già, la sua anima. E io ci avrei creduto, così come ho creduto a ogni singola parola sia mai uscita dalle sue labbra o dalla sua tastiera… Quelle maledette parole ancora mi girano nella testa persino adesso che so che erano totalmente prive di alcun significato reale, quelle maledette parole  erano una droga così potente che, nonostante sia passato un anno ormai da quando senza dire nulla ha preso la porta e non ha più fatto ritorno, continuano ad avvelenarmi la vita. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te, solo che questa cosa non ha la minima influenza, sulla tua esistenza, né l’ha mai avuta – temo. Tu avevi solo bisogno di liberarti di me, per cominciare a vivere. Io avevo bisogno che tu mi stessi accanto, per continuare a farlo. La vita a volte fa dei gran brutti scherzi…

«Tu non devi saper niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere, solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti».

Beppe Fenoglio, “Una questione privata”